mercoledì 22 settembre 2010

L'omertà s'impara da piccoli, le parolacce pure.

Una volta all'asilo ho detto "mizzeca" durante un discorso molto impegnato con un'altra bambina.
Questa stronza è andata dalla maestra a dire che avevo detto "mizzeca" e quell'altra stronza della maestra mi ha sgridato e non solo, la parte più umiliante è stata quando non ha fatto ascoltare la cassetta che avevo portato all'asilo.
la cassetta era tipo la colonna sonora di "Stanlio&Ollio", non chiedetemi perchè.
Ogni tanto ci penso a quel momento e ancora oggi divento rossa dalla rabbia e dalla vergogna.
Un'umiliazione così grande non dovrebbe provarla nessuno specialmente io da piccola che ero Heidi in versione "Sex and the City" con il mio grembiulino rosa diverso ogni giorno e gli accessori in pizzo vittoriano che in confronto i colletti di Miu Miu sono una merdosissima imitazione per poveri.
Quello che mi fa incazzare ancora oggi è non aver preso posizione, non aver detto niente.
Intanto non ricordo chi era la stronza, la bambina che è andata a dire che avevo detto "mizzeca" ma la vera stupida sono io, avrei dovuto arrivarci prima si.
Si perchè la stronza, con probabile padre terrone siciliano, sapeva davvero cosa significasse "mizzeca" e nella sua testa da stronza ha pensato "ok ha detto mizzeca che a casa mia si dice poco perchè diciamo minchia che suona decisamente più potente-quindi ha detto minchia devo subito dirlo alla maestra che penserà che sono una gran figa perchè so cosa vogliono dire ste parole"
Invece, mia cara puttana, dalla maestra ci dovevo andare io e dirle -questa puttana sa che mizzeca significa minchia e io pensavo che fosse un'esortazione festiva tipo "oplà!" quindi quella da mettere in castigo non sono io ma lei chè è volgare, mi scusi ha visto che colletto ho io?-
Se non ricordo chi fosse la stronza è perchè probabilmente non valeva niente e neanche adesso, se eri di Taccona sarai finita al Quadrato a fumare sigarette di pessima qualità come le Merit, mentre pomici pesantemente con un tamarro con la tuta dell'Australian.
Belli loro.
Dovevo dirlo alla maestra che tra l' altro, anche questa stronza, sei solo una supplente (la vera maestra era sempre incinta tipo) pensi davvero di potermi trattare così?
Era bella la mia supplente per questo non le avevo detto niente era molto alta con i capelli lunghi e anche con il grembiule bianco stava molto bene.
Però sei stronza!
Perchè non ho detto niente?
Perchè non ho combattuto per vedere la mia cassetta infilata nel mangiacassette ad allietare così il mio pomeriggio?
Perchè da li ho abbassato la testa e ho sempre detto "ok chissenefrega" cosa volevo davvero evitare?
Di finire anch' io al Quadrato con i pantaloni della Onyx la coda alta e un tipo senza denti che mi toccheggia davanti agli amici?
Probabile.
E comunque mia mamma al quadrato col cazzo mi ci mandava!
Li a vedere voi che vi limonavate come bulldog sbavanti, con le vostre sigarette accese e non aspirate, con i vostri brutti vestiti, con la puzza di sudore, le ragazze truccate sulle panchine a ridere e i ragazzi a giocare a calcio.
La storia del mizzeca è stato l'inizio di tutto.
Il Quadrato la continuazione.
Eravamo li vicino nella casa del nemico, con le nostre biciclette da dodicenni, con i nostri visetti puliti ed innocenti quando hanno iniziato a prenderci di mira
"perchè non avete il cellulare"
"eeee...non ci serve..."
"ma come non vi serve ma che sfigate siete?????"
"eeeee....ma noi ci chiamiamo a casa"
"ma come a casaaaaa! ahahahaha ma non avete tanti amici come noi? almeno 60 numeri nel cellulare?"
"ma non ce l'abbiamo il cellulare...ma non ci serve"
Ma non ci serviva no cristo! eravamo dodicenni le nostre famiglie avevano il recapito telefonico perchè la pagavamo la bolletta, Noi.
I numeri di noi amichette li sapevamo a memoria cosa mi serviva il cellulare?
Un anno di prese in giro di risate e anche li, perchè l' abbiamo permesso?
Perchè noi eravamo bambine e loro ragazzine?
Mi interessava davvero cosa pensavano di me? Era quello il punto? Volevo diventare loro amica?
No.
E comunque mia mamma di diventare amica vostra col cazzo che me lo avrebbe permesso!
E' colpa vostra ed è colpa mia.
E' colpa vostra perchè eravate ignoranti, grezzi, mezzi adulti mezzi adolescenti, avvantaggiati dal giocare in casa, sbruffoni e violenti.
E' colpa mia perchè io dalla maestra a difendermi non ci sono mica andata...
E ancora oggi non ci vado, mizzeca!
(ma ogni tanto dovrei.)



(dedicato alla mia amica Francesca che mi sprona ad essere più cattiva)

6 commenti:

  1. no sarò davvero un'idola quando mi rispetteranno al Quadrato
    :)

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  2. a me invece avevano detto alla maestra che toccavo il piscetto a un mio compagno così per la vergogna sono scappata da sola dietro al boschetto di casa. era solo lo strizzapalle che facevo a mio papà, pensavo che si potesse fare anche a scuola

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  3. Che belle parole, quanto mi ci rivedo! : )
    che carine nella foto!

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