martedì 12 aprile 2011

RECORD STORE DAY e la storia di come un solo cd possa salvarti la vita

Sabato 16 aprile è il RECORD STORE DAY, un giorno dedicato ai negozi di dischi, si ti giuro guarda che esistono ancora, si ti giuro guarda che se esci li trovi, alcuni sono grossi e stanno in centro, altri sono piccoli piccoli e nascosti....




Ora voi vi chiederete perchè sta ragazzetta che ha nel titolo una frase come "Non esistono più i lettori cd blabla" venga a parlare a noi, giovani indie, vecchi intellettuali con gli occhiali snob, noi cultori della musica da quando tu -eri in fasce-piccola Diva delle citazioni a caso-e del pop di sottomarca Lidl- di negozi di dischi.
Avete sicuramente ragione, infatti io di negozi di dischi non me ne intendo molto.
Io a voi non ci ho nulla da insegnare nè.
Il primo cd comprato è stata la
Compilation Blu di Festivalbar in un anno a caso degli anni 90, desiderato ardentemente e comprato nell'autogrill a metà della penisola, in quello che era uno dei tipici viaggi della speranza di ritorno dalla Calabria estiva.
Steccato di Cutro-Milano 14 ore di macchina dove continuavo a picchiarmi con mio fratello fino allo stremo.
In quei viaggi la musica era fondamentale.
E' risaputo che la musica rilassa la mente e abbassa l'istinto della violenza nel corpo dei ragazzini.
I miei genitori non sono dei grandi cultori musicali e questo viene rinfacciato quotidianamente.
Mio padre canticchia ogni tanto
"Vecchio scarpone" che è un canto degli alpini di una tristezza, ma di una tristezza che si finisce a piangere ancora, dopo 60 anni e passa dalla guerra.
Inoltre la sua somiglianza con Vasco Rossi rende il tutto molto irritante, è davvero uguale e la parlata emiliana fa la magia.
Sì, ci assomiglia davvero, ma per noi non è strano, suo fratello Ercole è uguale al Cocciantone (tanto che una volta a Rimini salutava con enfasi i passanti dalla finestra dell'arbergo) mentre l'altro fratello,Alberto, è uguale a Paolo Conte.
Ho più volte proposto di creare una super fake band ma sono troppo onesti.
Mia madre invece penso abbia smesso di ascoltare musica dopo aver finito l'università a Bari negli anni 70.
Io e mio fratello siamo cresciuti da soli, musicalmente parlando eh.
Come biglie impazzite del flipper della sala giochi, andavamo a sbattere su ogni genere musicale, uno dietro l'altro, il tutto in maniera casuale.
Io e mio fratello non siamo mai andati molto d'accordo, è più grande di 18 mesi e questo, fin da bambini, faceva di lui il padrone incontrastato della casa, quello con più regali, quello che aveva sempre ragione e quello con il diritto a giocare per più tempo con la Playstation.
Fino a pochi anni fa ognuno ha fatto la sua vita, i suoi percorsi, i suoi studi.
Io, come vi ho più volte raccontato, mi sono innamorata dell' hip hop fin da giovanissima.
Alla sera registravo sulle cassette la musica che Irene la Medica passava su Radio Deejay, mi segnavo i nomi e poi, il sabato, andavo alla Ricordi di Monza a cercare i tanto agognati dischi con sopra l'adesivo "PARENTAL ADVISORY EXPLICIT CONTENT"
Pura adrenalina.
La grande eccitazione nello scorrere nella sezione della musica rap, io giovane ragazzina per bene, di prendere in mano i cd di
Tupac, Notorious B.I.G, Wu Tang Clan, Erykah Badu e tanti altri e annusarli, portarne uno per volta alla cassa e dire agli altri "un giorno tornerò anche per voi, babies"
Più avanti mi sono spostata davanti la "B" di
Bjork che occupava la mia mente, comprare cd, obbligare i miei ad ascoltarli in macchina, comprare anche i dvd del solo singolo.
Le canzoni mi emozionavano e le copertine ancora di più.

Mio fratello in quel periodo era uno sconosciuto per me, una persona che era aldilà della porta della mia camera, perennemente chiusa.
Non ci sopportavamo proprio, non ci interessava la vita dell'altro e quelle poche volte che ci parlavamo finiva con lividi e morsi.
Perchè finchè si era piccoli si combatteva a parità di forza, anzi molte volte vincevo io dato che ero una palla, ma dopo quando tu ne hai 12 e lui 14 e così via, son cazzi.
In quelli che dovevano essere gli anni più spensierati della nostra esistenza, noi eravamo tristi, cupi, soli e con i lividi.
Ce ne siamo fatte di cose io e mio fratello.
Poi un giorno, me lo ricorderò per sempre, ci siamo rivisti, per pochi secondi, ma ci siamo rivisti come per la prima volta.
Ero seduta sul letto di camera sua mentre usavo il "computer di famiglia", che da secoli e secoli è rinchiuso nella camera del primogenito.
Lui è entrato, ero spaventata e pensavo
"Ecco adesso si incazzerà perchè sto usando il computer e sono in camera sua"
Ero pronta per il solito litigio con i coltelli in bocca....
Ma quel giorno è stato diverso, era calmo, era sereno.
Aveva scoperto qualcosa che lo appassionava più di litigare con la sua odiatissima sorella
In verità la cosa mi ferì molto.

"Conosci i Velvet Underground?"
"Si..."
"Non è vero Elena."
"Siii che è vero...e comunque
bleaaah mi fanno schifo."

Ovviamente sapevo due canzoni in croce e non mi facevano schifo, ma piuttosto di dargli la soddisfazione di aver portato a casa per primo il loro sacro album avevo deciso di mentire spudoratamente.
Questo mentire sui
Velvet Underground è andato avanti per un po', non potevo cedere e continuavo a ripetermi:

"Dai Elena stai ascoltando altro, sei ancora nella fase iniziale e lui prima o poi comprerà un altro cd e non noterà la sparizione di "The Velvet Underground & Nico"...dai"

Mio fratello, che da sempre è molto preciso e ordinato nei suoi studi, si era fatto una lunghissima lista di cd da comprare per migliorare la sua assoluta ingonaranza in materia musicale.
Arrivò la classica triade
Led Zeppelin/ Pink Floyd/ Genesis, poi i Pere Ubu che dovevo sorbirmi alle ore più improbabili, e poi da un genere all'altro, i Cocteau Twins, I Dead Kennedys, il Pop Group, i Fugazi, i Built to Spill etc etc...
Ero gelosa, vedevo quella pila di cd e vinili che aumentava mentre io con il mio metodo "
alla cazzo di cane" non venivo presa in considerazione, l'hip hop, il pop, l'elettronica, i primi concerti, lo spiraglio di luce dato dagli Smiths, i cd misti alla Joy Division, Baustelle e Mariah Carey.

Sto forse sbagliando?

Mi decisi a rubare quel maledetto disco dei Velvet Underground da cui iniziò tutta questa storia alla fiera dell'est style.
Ci sei Elena!
E' nelle tue mani, questa volta hai tutto il tempo per decidere se ti piacciono o no.
Parte la prima traccia...
Sunday Morning mi prende in giro, non capisco che cos'è?
Il cd gira nel lettore della Sony, sono sul letto immobile, e va beh sapete anche voi che cos'è il primo disco dei Velvet Underground, che cos'è la musica, che cos'è la voce di Nico, che cos'è la voce a volte stridula e annoiata e a volte dolce e femminile di Lou Reed, insomma non ci ho niente da insegnarvi io.
"The Velvet Underground & Nico" è ancora oggi il mio disco preferito, ho imparato a non ascoltarlo in macchina perchè richiede troppa attenzione e non posso permettermi di farlo diventare musica di sottofondo, non posso proprio.
Da quel giorno il rapporto con mio fratello è migliorato mano a mano che i cd e i vinili aumentavano in casa nostra...
Oddio, ci picchiavamo ancora e mi sono incazzata molto quando ho ricevuto come regalo un cd dei
Cream, dajè non me ne frega niente dei capelli di Eric Clapton, io di lui conosco solo la storia con Lory Del Santo e la tragica morte del figlio.
Dopo i nostri momenti di ceffoni, liti e telecomandi spaccati c'erano sempre dei momenti di simpatica critica musicale, di sfottò generazionali:

"la tua musica abbaia Alessandro, abbaia e basta"
"tu non capisci niente, la tua non fa nemmeno quella...
cos'è sta musica elettronica, da quando esiste"
"da tanto Alessandro, da davvero tanto."
"ma ascoltati il tuo
Pete Doherty sfigata"

Sì, non mi vergogno ad ammetterlo, c'è stato un periodo in cui impazzivo per Libertines e Babyshambles.
Ora, mi rimetto a voi o miei lettori, apro le braccia e chiudo gli occhi, a voi le uova nelle mani.
Grazia alla musica siamo riusciti a trasformare il nostro odio violento in gara musicale, i nostri scontri corpo a corpo in battaglie tra cuffie con il volume più altro.
L'apice del nostro amore fraterno è stato quando a Natale ci siamo regalati lo stesso cd di Lou Reed:

"Ma mi hai regalato Transformer!"
"Ma anche tu, oh coglione."



So che sto per dire una colossale banalità, ma quel cd dei Velvet Underground ascoltato a 15 anni ha salvato la mia vita, ha reso i problemi che ho dovuto afforntare un poco più piccoli e, in qualche miracoloso modo, ha salvato il rapporto tra me e mio fratello.
Ora lui si dichiara innamorato dell'ultimo album di
Kanye West e io questa domenica andrò a vedere J Mascis in concerto.
I ruoli si sono invertiti, CHE COSA CI STA SUCCEDENDO!?

Non esistono più i lettori cd, forse è vero però a questi oggetti argentei devo davvero tanto.
Ora voi uscite a comprare un cd e cambiate la vostra vita.
Beh certo non tutti avrete una storia fantastica come la mia ma magari.... ne riparliamo al RECORD STORE DAY del prossimo anno.


Per tutta la settimana tantissima gente bravissima dedicherà un post al RSD, se vi interessano le storie di musica e la gente bravissima (e più interessante di me) tenete d'occhio i riassunti su VITAMINIC !

1 commento:

  1. "io di lui conosco solo la storia con Lory Del Santo e la tragica morte del figlio"
    STOMALE
    anche io ovviamente, teears in heaven...
    e a cazzo di cane, perle assolute
    tv1kdb

    RispondiElimina