lunedì 11 luglio 2011

Cara Charlene, una damigella vestita male è il biglietto da visita di una sposa insicura

Ok, avete tutte parlato dei vari matrimoni vip.
Giusto.
La mia amica Zitella Acida ne ha parlato meglio di tutti perchè è una che sa usare i vocaboli appropiati.
Donna di mondo, conosce la moda e soprattutto mi cita e questo ultimo particolare fa di lei una donna piena di grazia.
Ma anche lei ha sorvolato su una questione scabrosa.
Com'è possibile che nessuna di voi si sia accorta dell'orrore mediatico in questione?
Com'è possibile che nessuno di voi non ne abbia ancora parlato?
Come di cosa?

COME DIAVOLO ERANO VESTITE LE DAMIGELLE DI CHARLENE?


Cosa sono?
Ti pare che le vesti come delle grasse signore del Trentino Alto Adige?
Dove siamo, all' Oktober Fest?
A confronto le guardie svizzere sono un esempio di modesta e lussuosa eleganza.
Cosa è successo?
Cosa è andato storto?
Quale galateo di corte imporrebbe un orrore del genere?

E come al solito questo orrore rivela la totale assenza di gusto e stile in Francia, o almeno nei primi paesi dopo il confine, come già vi raccontai nel report del mio bellissimo viaggio a Menton con le amiche.
Io vedo questo cose e rabbrividisco, abbiamo fatto bene a far scoppiare quella rissa nella discoteca più fighetta di Montecarlo, abbiamo fatto bene.

Queste contadine monegasche non hanno niente a che vedere con l'eleganza delle damigelle di Kate Moss.
Kate Moss è bionda e stupenda, sa di essere una sposa da urlo e non ha bisogno di conciare le sue 15 damigelle come delle contadine.
Le sue damigelle sono tutte bionde, pelle diafana, labbra rosee, abiti rinascimentali e coroncina di fiori in testa.
Principesse di Albione, perfette in un quadro di Constable.


Tra cui spicca la sorella minore Lottie


Sembrano muse rinascimentali, non vecchie zie con in mano un bouquet di pregiatissimo speck.
Care amiche che presto vi sposerete, se proprio volete le damigelle fate una scelta saggia, non vestitele come povere e ridicole comparse di telefilm degli anni 80.
Non conciatele con frisè, pizzi e merletti.
Ragionateci su, ricordatevi che queste creature appariranno nelle vostre foto, nel vostro album più importante!
Chi va da questi consigli non è solo una ragazza piena di stile ed eleganza, ma una che ha calcato la navata centrale della chiesa fin dalla tenera età.
Nella mia famiglia si sono festeggiati moltissimi matrimoni, quindi sono ritenute feste sacre dove ogni membro della famiglia deve dar sempre il meglio di sè.
Certo, è in assoluto il giorno della sposa, tutto deve essere fatto per regalarle gioia.

Il mio matrimonio sarà una galera per gli ospiti, non mi interessa, dovrò approvare l'outfit di ogni invitato e non voglio gente brutta nelle mie foto.
Tutti stesso parrucchiere e stesso truccatore.
Non mi interessa, una volta fate le foto poi potete anche mettervi una tuta di ciniglia come quelle della Simo.
Simo che, se tutto va bene, sarà ovviamente una delle invitate più importanti.

Dato che ero una bambina adorabile, paffuta ma molto fotogenica, sono stata più volte damigella, portafedi e consigliera della sposa.
Alla tenera età di 12 anni avevo preso più bouquet io di tutte le trentenni zitellone invitate al ricevimento.
Giustamente una damigella, come una modella, sa quando è ora di ritirarsi.
Nessuno vuole una damigella in piena crisi adolescenziale, nessuno vuole una damigella con i primi brufoli, la damigella deve avere un'età massima di 10 anni, anche perchè dopo si va ai matrimoni per cercar marito.
Nella mia carriera di damigella/ mascotte dei matrimoni, ho indossato di tutto, scarpe con il tacco che Suri Cruise non si immagina minimamente, scarpe laccate strette in punta, abiti che manco "Via col vento", cappellini di paglia irritantissimi, maniche a palloncino enormi, camicette con rouches abbondanti e gioielli.
Per mia madre i matrimoni erano una continua ispirazione per vestire la sua bambina da damina dell'alta borghesia.
Al tempo non c'era ancora la crisi e mamma non si limitava nel comprarmi cose molto belle, molto costose e spesso molto scomode.
Non c'è filmino senza una mia inquadratura al tavolo dove piango e mi lamento per le scarpe strette.
Essì non c'è mai un momento di pausa per noi piccole damigelle, capelli sempre apposto, prove interminabili dalla sarta, conoscere l'intera liturgia della messa, anche in latino, per saper quando scattare dal fondo della chiesa.
Nel mio masterpiece damigelliano indossavo uno splendido abito della marca più figa per bambini che è la Pinco Pallino.
Grazie Pinco Pallino per avermi accompagnato in tutti gli avvenimenti più importanti della mia infanzia, grazie.
Non dimenticherò mai la sensazione di potere provata nell'indossare il mio vestito per la comunione in pizzo pregiatissimo.
La Pinco Pallino è la marca con cui si vestivano i bambini del coro dello Zecchino, per intenderci...
L'abito del mio masterpiece damigelliano era d'argento in stile sergente russo con sotto del tulle.
La mamma mi portò nel magico negozio Pinco Pallino e io scelsi quell'abito per abbinarlo sapientemente alla macchina d'epoca che avrebbe portato la sposa in chiesa.
L'ho scelto da sola perchè già al tempo ero una fashion icon.


Se solo potessi lo indosserei ancora.
La cosa drammatica è che probabilmente posso.
Essere una damigella non è facile, è un lavoro duro.
Le damigelle sono come le modelle e le ballerine, non hanno dei bei piedi.
Proprio perchè sono stata una damigella so cosa significa e (se mai deciderò di averle) farò di tutto per far sembrare le mie damigelle bellissime.
Perciò, future spose ricordatelo, delle belle damigelle sono il perfetto contorno per una bellissima sposa.

4 commenti:

  1. manuela la cuggina13 luglio 2011 17:21

    ....la volta del cappello di paglia IO C'ERO!

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  2. madonna quel cappello di paglia, solo il penserio mi fa star male!

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  3. Hai dato voce ad un mio pensiero. Ma che roba è? Non mi sembra che al matrimonio di Sissi, icona storica di stile e bellezza, avesse delle damigelle con il vestito alla bavarese.

    Giustamente anche.

    Bel blog, titolo perfetto.

    Lollo

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