giovedì 21 luglio 2011

Seduce e abbandona nelle due centrali d'Agosto: il barista stagionale



Come ogni anno, puntualissima, farò ritorno nella mia terra di mezzo: la Calabria.
E, come ogni anno, io mi credo più figa, più simpatica e più interessante.
La verità è che non è vero, scendo giù e non ricordo più chi sono.
Scenderò e amici&nemici non perderanno un secondo per dirmi:
"Elenù pari la nonnù" "Grazie."
"Elenù sta iannu ara ghiasa?Mi accendi un cero?" "Sì, prego."

Ma io continuo imperterrita, anche perchè lì comandano le nonne, il matriarcato è molto potente, quindi, come mi hanno detto questo inverno, oltre a pregare per me mi stanno anche cercando marito.
L'unico modo per rimanere sotto la loro protezione è farmi baciare da quelle bocche raggrinzite e baffute e vestirmi da ragazza per bene.
Il loro sogno, ma soprattutto il mio, è scendere per le scale con la mozzarella in mano, come nella mitica pubblicità della Vallelata con ancor più mitico tormentone finale:

Ma quest'anno scendo con molta tranquillità nel cuore, anche io diventerò una ragazza da campeggio e spiaggia dei nudisti, ma con delle scarpe più belle.
Quest'anno ho deciso che regalerò la mia pazzia solo a Barcellona mentre in Calabria condurrò una sana vita da eremita, senza tutte quelle turbe sessuali/sentimentali che mi inseguono da anni.
Quest'anno non cederò.
Quest'anno solo benessere e vibrazioni positive, quest'anno imparerò a meditare, tra una melanciana e l'altra.
I problemi sentimentali nel sud sono nati nella primissima adolescenza come già vi narrai, ma c'è stato un particolare momento di rottura, un momento in cui le cose si sono fatte serie e dolorose, l'estate della mia iniziazione alla sofferenza del flirt estivo.
Un uomo ci ha spezzato il cuore, un uomo ci ha illuse, sedotte e abbandonante come neanche la Sandrelli.





Estate 2007, convinco la mia BFF Francesca a scendere giù con me per avere manforte nelle serate più disperate.
La BFF accetta e parte con me all'avventura.
Giovani, carine ed innocenti passavamo le nostre giornate a fumare le sigarette di nascosto dai miei zii e ad andare in bici, fino a quando: L'INCONTRO.
A 18 anni eravamo solite bere vodka alla menta perchè molto fresca e con un bellissimo colore.
Una delle prime sere, sul bar della spiaggia, le nostre vodke ci furono servite da mani lunghe e liscie:

"Questa a destra è un po' più piena...chi regge di più?"
"IOOO IOOOO!" 
" NO IOOO! IO SONO PIU' GRANDE DI 2 MESI!"

Il suo nome era Pasquale ed era il cameriere della stagione.
Io non sono una tipa da barista, i baristi sono tutti montati, sono ragazzi mediamente carini che si illuminano solo dietro al bancone, grazie alla luce che riflette sulle fette di lime.
I baristi offrono i cocktail alla ragazza con la mini cortissima mentre tu devi aspettare venti minuti con il braccio alzato, sventolandogli davanti agli occhi il gettone.
Dopo aver scritto il suo numero sulle tette della tipa in mini, si gira sorridendo come per farti sentire importante e tu, che sei lì davanti al bancone da ore ormai, ti sei scordata cosa volevi bere.
Dopo attimi di incertezza gli ripeti il nome del drink per tre volte e lui, il più delle volte, lo sbaglia.
Al barista di sbagliarti il cocktail non gliene frega nulla e se gli correggi gli ingredienti ti guarda scocciato, ferito, gli occhi si rimpiccioliscono e dall'alto della sua pedana rialzata cerca di farti sentire piccola piccola.
Questo sono i baristi, le ragazze li circondano, li bramano, gli mandano i bacini, il bancone diventa un muro del pianto.
Scusami mio caro barista, ma io non sono religiosa.
L'unico che mi abbia mai offerto qualcosa era il barista di un locale in Sardegna:
"Hai vinto un cuba come ragazza più annoiata del locale"
"Grazie per averlo notato"
Ne vado ancora molto fiera.
Per la mia BFF invece i baristi sono una droga, il suo amore è talmente alto che se tocca a me chidere da bere cerco di non guardarli mai negli occhi, per rispetto.
Ci sono baristi storici nei locali che frequento di cui non conosco minimamente la faccia.
I baristi proprio non mi interessano, ma quella estate capitolai anche io.
Pasquale non era solo un barista, Pasquale era un dio per noi.
Giovane, moro, occhi molto grandi azzurri e due labbra carnose disegnate perfettamente.
Pasquale non era abbronzato, non si allontanava mai dal bar, non prendeva il sole, stava seduto sul frigorifero dei gelati o giocava a calcetto.
Pasquale era il perfetto barista di stagione, gentile ma mai troppo invadente, misterioso, sapeva dosare i suoi sorrisi laterali alla Dylan alla perfezione.
Pochi al giorno.


Adoravamo Pasquale, quando indossava la polo blu del bar era ancora più bello e noi passavamo i nostri pomeriggi troppo azzurri comprando continuamente granite, una dietro l'altra.
Le prendevamo sempre alla fragola, la lingua e la bocca acquistano un colore rosso sbarazzino, direi un 75% magenta 25% giallo primario, che ti fa sembrare molto più carina.
Ci sentivamo importanti per lui, ci sentivamo speciali.
Eravamo solo delle clienti fisse e a lui di noi non fregava una minchia, ma questo non lo sapevamo.
La sera uscivamo presto per andare a prendere la vodka alla menta, con mena ressa poteva capitare che non solo ci servisse, ma che si sedesse al nostro tavolo!
Eravamo ammaliate e il solo pensiero che lui condividesse con noi dei momenti di relax ci riempiva il cuore di gioia.
Avevamo raggiunto dei picchi talmente alti di ammirazione che la BFF raccoglieva i suoi mozziconi, ancora unti da quelle labbra da WOW, dal posacenere.
Che momenti spettacolari e pieni di dignità.
Pasquale ci vedeva arrivare dalla passerella e prima che potessimo sederci al tavolo, le nostre vodke erano già lì ad aspettarci.
Poi una sera finalmente si decise!

"Ragazze stasera passate anche sul tardi...io stacco alle due"

Quella frase, oltre ad una doccia di sudore, portò moltissime domande:

"Cosa vuole fare? cosa facciamo? ma scusa deve scegliere!Qualcuno deve scegliere!"
"Non vuole scegliere. Francesca se ci vuole tutte e due è giunto il momento di farlo."
"Oddio...sei sicura?"
"Sì Francesca, Dio ci sta mettendo davanti ad una prova importante e noi dobbiamo superarla e lo faremo insieme"
"Unite come sempre, io non ho paura."
"Neanche io."

Pasquale non aveva ancora scelto o non voleva scegliere, ma noi eravamo pronte a tutto.
Quella sera notammo un certo via vai davanti alla spiaggia.
Solo più tardi ci misero al corrente che al bar della spiaggia ci sarebbe stata una festa.
Nonostante la rabbia e la tristezza nel capire che non c'era nessun mènage à trois alle due di notte, lo perdonammo e andammo alla festa.
Musica reggae, alcool a fiumi e gente cordiale ci aiutarono a sciogliere la tensione.
Su il dancefloor infiammato, ad un certo punto, Pasquale prese i BONGHI ed iniziò a suonare della musica incomprensibile.
Non giudicatemi male, lo sapevo già che i bonghi spaccavano le palle, che dopo due -bam bam bam- l'originalità del suono moriva, ma io dovevo conquistarlo, capite?
Così, come una menade alla feste baccanali, dimenavo i fianchi e i miei capelli fluenti.
Più tardi lui era rinchiuso a fare i cocktail mentre noi fuori a ballare, ci sentivamo molto in colpa, così continuavamo ad andare a bere da lui.
Ora, dopo una ventina di cubalibre e birre sparse ero ridotta come uno straccio.
Alle 5.00 decido che non è abbastanza e, mentendo alla mia BFF, vado da Pasquale che mi offre un B52.
Il B52 è uno shot molto complicato da preparare, occhi negli occhi vicinissi, lui infila la cannuccia, prende l'accendino e da fuoco al liquore dentro il bicchiere e, sempre guardandomi negli occhi, mi dice "Tutto in un colpo" che al momento suonava come una frase dolcissima.
Il liquore si infiamma ed io tiro sù tutto dalla cannuccia, un momento magico, rovinato dal fatto che due secondi dopo non mi ricordavo nemmeno come mi chiamavo.
La BFF mi trova e dopo avermi fatto la ramanzina "Era di tutte e due, come hai potuto?" mi fa portare del caffè.
Quando sei ubriaco il caffè può o farti stare benissimo o farti cadere in un vortice di acidità e vomito.
Ovviamente dovetti rotolare fino alle sdraio in prima fila sul mare per poter dare libero sfogo al mio stomaco.
Stavo malissimo, avevo fatto tutto questo solo per Pasquale e ora mi dimostravo debole e vomitata, era una situazione ingiusta.
Francesca non perse tempo per soccorermi, ma soprattutto per tornare al bar, con la scusa che le servivano dei fazzoletti per la sua amica marciona si mise lì a chiaccherare con Pasquale mentre io rantolavo sulla sabbia.
Fù il suo modo di vendicarsi per il B52, me l'ero meritato.
A Pasquale, giustamente, della mia sofferenza non importava una beata minchia.
Rincaso alle 6.30 di mattina avvinghiata alle spalle della BFF come un Koala tenerone.
Nei giorni successivi indossavo occhiali scuri anche di notte, bevevo solo Coca-cola e le bariste erano tutte molto solidali con me,tranne Pasquale che mi guardava deluso.
L'ultima sera non potevo sbagliare, così ricominciai a bere vodka.
Tutto il bar sapeva che l'indomani saremmo partite, erano molto tristi, chi avrebbe pagato tanto quanto noi?
Pasquale, dopo averci portato le vodke, si sedette con noi
"Di che parlate?"
"Del mio ex....relazioni a distanza robe così"
"Ah....anche LA MIA RAGAZZA è lontana...o un attimo è lei al telefono"
Senza neanche guardarci in faccia prendemmo le vodke, le buttammo giù sbattendo poi il bicchiere sul tavolo.
Ne ordinammo immediatamente altre dieci.
"Dicevo..."
"S-sì dicevi?"
"Ora è a Rossano, io sono qui per pagarmi l'università, lì viviamo insieme"
"A-ah vivete insieme?"
"Sì"
"Che bello."

Distrutte ed arrabbiate, quella sera imparammo definitivamente che il barista è lì non per te, ma per i tuoi soldi e che ti farà soffrire.
Quella sera diventammo donne.
Quella sera cementammo un patto da vere sorelle, decidemmo che mai nessun uomo o competizione per tale ci avrebbe diviso.
Pasquale non tornò più a lavorare al bar della spiaggia nell' estati successive, ma in cuor nostro sappiamo che un minimo ci teneva a noi, in cuor mio so che se mai diventerà ingegnere aerospaziale lo deve anche a me.
Ora, in cuor mio sò anche altro:
Caro Pasquale, averti pagato la laurea varrà pur un limone, no?
Maledetti baristi.

4 commenti:

  1. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!!
    sto morendo dal ridere!!!

    minchia neanche un limone in cambio di una laurea, che prostituto caro.

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  2. è stato un duro colpo, ma abbiamo imparato tanto!
    :D

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  3. nella prossima collana Harmony DEVE esserci questa storia...sei sempre un fenomeno zì!!

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