lunedì 24 ottobre 2011

Il Signor Frengo, il mio personale guru calabrese

Come vi ho più volte ripetuto, in Calabria nulla cambia.
Se ogni anno si scende in quel rettilineo di terra bruciata e salsedine, è proprio per questo motivo, nulla cambia tutto si mantiene.
Appena metto piede nel piccolissimo areoporto Sant'Anna di Crotone, so che il ciclo degli eventi si ripeterà all'infinito, come ogni estate.
Perchè non c'è nulla di più riposante, dopo un anno tormentato, di scendere e rivivere tutto perfettamente uguale all'anno prima.
Le stesse persone, le stesse litigate, lo stesso pane, gli stessi sguardi, gli stessi baci furtivi e la solita spiaggia, padrona silenziosa del destino di tutti.
Prendete Franco.
Franco è il padrone del Bar Madama, bar dove ci ritroviamo tutti ogni sera.
Franco in verità non so neanche se si chiama Franco, io lo chiamo così o meglio io lo chiamo Frengo, in onore di uno dei personaggi di Albanese.
Frengo, il personaggio di Albanese, è lo schietto commentatore della posta del cuore e ogni volta che vedo qualche sue spezzone tipo questo, penso che anche il mio di Frengo sarebbe capace di darmi consigli importantissimi, il punto è che non gliene frega niente di darmeli.
Quando Frengo dice "Giulia perché non ti abbroghi?" sono sicura che anche il mio di Frengo ogni tanto ha pensato di dirmelo "Elena, perché non ti abroghi?"
Per il Sign. Frengo nutro un particolare rispetto, un rispetto che va oltre il rapporto cliente/ propietario del bar.
Mi hanno detto che il Sign. Frengo d'inverno fa il carabiniere, sono sicura che in quei mesi prende il suo lavoro molto seriamente.
Sono sicura che il Sign. Frengo sia un uomo tutto di un pezzo, quello che gli basta un occhiata per farti accostare con la macchina, quello non ha bisogno di farti la multa perchè al suo solo cenno te la sei scritta da solo.
Tuttavia questo lato invernale della sua vita mi fa molto sorridere, considerando che fuori dal Madama, hanno tutti un pugno di erba nelle tasche.
E per pugno intendo un chilo.
Ma il Signor Frengo non ha bisogno di chiedere o dire o fare niente, perché tutti lo rispettano.
Quando il Signor Frengo vede dei giri che non gli piacciono ti guarda e tu capisci.
Quando a Frengo non gli va che paghi la birra 3 euro, tu gli devi dare 3, 50.
Ma il signor Frengo solitamente è molto giusto con i prezzi, semplicemente odia i perdi tempo.
Con il signor Frengo ci salutiamo solo da pochi anni, da quando sono diventata una delle maggiori azioniste del suo bar.
Funziona così:
L'ultima sera delle mie vacanze calabresi non gli dico mai che me ne vado, è un tacito accordo.
Tu fai la tua vita che noi qui continuiamo la nostra, non ci dire quando te ne vai, perchè sappiamo che torni.
Esattamente.
Così la prima sera delle vacanze calabresi Frengo non ti fa le fusa, non ti festeggia.
No, Frengo ti guarda, gli spunta il mezzo sorrisetto sulle labbra e ti dice "Rieccoci, che ordinate?"
Frengo è la mia sicurezza e tutti i suoi clienti sono la sua.
Frengo è un uomo piuttosto alto, ha ancora i capelli neri e lunghi ai lati mentre in alto sono andati via da un po'.
Nonostante questo difetto, Frengo rimane sempre un uomo molto affiscante.
Il naso aquilino, le labbra sottili, gli occhi stretti ma svegli, la sigaretta sempre accesa tra le labbra e quella camminata tipica dell 'uomo che non deve chiedere mai.
A Frengo piace portare le camicie, diversi tipi: c'è quella bianca, quella a righe, quella con le fantasie e  quella nera e ho notato che adora i jeans bianchi.
Ma Frengo non è solo a quel bancone, tra i liquori e le granite.
Frengo ha una moglie, spesso annoiata e scocciata e tre figlie...o quattro, non l'ho mai capito.
Frengo e la sua famiglia sono cadaverici, non vanno mai al mare, non gli è concesso.
Alla moglie di Frengo, occhialetti e coda, piace indossare una canotta verde mela ma di certo non le piace lavorare al bar.
E' sempre l'ultima a guardarti, a chiederti se serve qualcosa, sta seduta sulla sedia bianca dietro la cassa e ci guarda tutti con quello sguardo un po' vuoto.
Le figlie di Frengo sono le vere grandi lavoratrici, avranno la mia età.
Due sono gemelle, sono le più gentili e le più portate ad imparare, la terza figlia invece, la più grande è più taciturna e seria.
Dato che le gemelle hanno la mia stessa età, mi sento in dovere di regalare qualche consiglio su come si preparano i cocktail.
Nonostate ce la mettano tutta le due ragazze spesso si dimenticano dei piccoli particolari.
Ora, sono in un paese sperduto del sud e va bene, non ti chiedo l'ombrellino ma almeno la fetta di lime!
E' importante capire la differenza del lime dal limone, è importantissimo.
Così in questi ultimi anni ci siamo scambiate qualche sguardo compiaciuto quando queste poggiavano le fettine verdi di lime nei miei vodka tonic, senza che lo ripetessi per tre volte!
Brave ragazze!
Sono una bevitrice piuttosto pigra e ripetitiva, così dopo la prima settimana non ho più bisogno di dire nulla, prima di aprire bocca Frengo mi guarda e urla alle gemelle il da farsi.
Ma c'è un problema, oltre ad essere pigra e ripetitiva, sono anche accanita e lì i cocktail costano poco e fa tanto caldo, ecchè non te ne bevi...che so...cinque?
Ovvio.
Il punto è che se le gemelle hanno la mia età e sono serie, lavorano con il padre, io che figura ci faccio ad andare dra Frengo e dirgli "N'artro"?
Come posso ordinare l'ennesimo cocktail in tranquillità senza che Frengo non mi giudichi una poco di buono?
Fortuna vuole che Frengo assolda per la stagione una ventina di sedicenni nulla facenti del paese, questi indossano tutti un borsello di Louis Vuitton falso e girano per il locale, per il marciapiede e prendono ordinazioni.
I nullafacenti non vedono l'ora di uscire dal locale, scroccare una sigaretta da un amico, raccogliere bicchieri, prendere la tua ordinazione e tornare con il bicchiere pieno e riscroccare un'altra sigaretta.
Ma a Frengo non piace essere preso in giro, se gli ci gira prende uno dei ragazzini e gli urla addosso.
Un'altra cosa che Frengo odia è la serata karaoke, purtroppo è costretto a farla perchè ci sono una sacco di ragazze a cui piace cantare "Strani Amori" della Pausini.
E non sto scherzando.
Alla decima gallina stonata che la canta non è più divertente, è demoralizzante.
Le serate karaoke le passoo sbirciando i peggio cantanti del crotonese.
Ma il peggio non sono loro, i cantanti di provincia.
No, il peggio è il tipo che vuole invogliare a cantare.
Si aggira vestito di bianco per il bar, abbronzatissimo e tarro come pochi, ha la voce dello speaker convinto, ti guarda e sorride, vuole accalappiare nuovi talenti.
Una sera si è permesso di ringraziare Frengo al microfono, mi sono girata verso il bancone e l'ho visto:
Frengo, senza girarsi di un millimetro, ha alzato impercettibilmente gli occhi al cielo continuando a fumare la sigaretta.
Mastro Karaoke ha sorriso al nulla, imbarazzato, per poi continuare con il suo show.
Strani amori all night long, all night long.
Frengo è la mia salvezza personale, Frengo mi ha sempre dato la sicurezza che mi serve per affrontare l'estate e le sue storie.
Ma quest'anno Frengo ha fatto una mossa sbagliata, sbagliatissima.

"Non prendere il solito, prendi un mojito che alle ragazze ce l'ho imparato"
"Emm....si....ma lo fanno buono?"
"Buonissimo, ci ho la menta fresca fresca"
"Va bene...mi fido"

Ecchè gli dicevo di no?
Dicevo di no a Frengo?

In quelle sere non mi parlava nessuno a causa di una storia di famiglia, si erano create strane voci sul mio conto e su quello della mia BFF.
Non so se Frengo ha notato la solitudine fatto sta che l'ha sentita dentro dentro.
-Siete sole? Senza amici? Io vi tratto ancora meglio perchè anche io odio le genti-
sembrava volesse dire questo, quando dalla sua bocca uscirono queste parole:
"Mo li prepariamo e poi ti chiamo quando sono pronti"
Frengo ci avrebbe chiamato per porci i nostri mojiti, questa è lealtà.
Frengo sarebbe uscito dalla sua postazione per dire  A NOI che i mojiti erano pronti e freschi sul bancone.
Ed eccolo, sempre sbrigativo e tenebroso ma allo stesso tempo cordiale
"Sono lì sul bancone che vi aspettano"
Le gemelle fiducioe, Frengo fiducioso, la menta del retro del bar, ci apprestiamo a bere.
Il mojito faceva cagare.
Un minestrone di foglie e rhum, con lo zucchero delle bustine del caffè.
Di certo non ce l'ho detto a Frengo e manco alle gemelle, cosa gli dicevo che non doveva rischiare?
Frengo a me non l'avrebbe mai detto, nemmeno quella volta che sono caduta sul filo spinato per fare all'ammore.
Perchè Frengo lo sa benissimo cosa succede fuori dal bar ma mica ti viene a dire che l'amore fa male o che dovresti ricordare com'è finita lo scorso anno sempre su quella spiaggia.
O i quattro anni prima, Elena.
Frengo non te lo dice, anche perchè l'ultima serata della vacanza mica ci salutiamo.

Qui Infetta, in quel di Steccato di Cutro, che prega la Madonna

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