martedì 10 gennaio 2012

Jay-Z e il tradizionale culto delle figlie femmine insegnatogli da Stevie Wonder

Come potrete intuire, la notizia che Beyoncè ha finalmente sgravato mi ha fatto uscire fuori di testa:
è da Domenica che ascolto solo sue canzoni, una su tutte Love on Top, scrivo messaggi alle amiche chiedendo di festeggiare la nascita di Ivy Blue Carter, ma niente.
e con questa nascita ho realizzato uno dei miei più grandi sogni: essere pagate per scrivere di Beyoncè.
In quale mondo fantastico c'è un rispettabile sito che ti paga per scrivere della cosa che ami più al mondo e di cui scriveresti aggratis per sempre?
Quanto è bella la vita a volte?
Se volete leggere tutto l'amore che ho decantato per questa nascita andate su Grazia.it e notate con quanta grazia sono riuscita ad inserire Crazy in Love nel titolo.
A volte la vita è bellissima, ma forse l'ho già detto.

Un'altra cosa bellissima è constatare che, anche se sei un duro, una figlia femmina ti cambia la vita.
Se prima chiamavi bitch tutte le ragazze del quartiere e già che c'eri dedicavi una canzone come Girls, Girls, Girls alla tua vita sessuale più che promiscua, una non si aspetta tutto questo affetto.
Invece siamo qui a parlare di un neo papà che scrive canta frasi come "sei stata concepita a parigi e il giorno dopo mamma è andata a fare lo shooting per la copertina del cd"
Ivy Blue Carter ha già ballato sul palco degli MTV EMA's e ora ha anche duettato con papà in Glory



Ma sapevamo tutti che Jay-Z si sarebbe rincoglionito completamente e avrebbe fatto una canzone con dentro le sue solite risatine, sapevamo che avrebbe dedicato una canzone alla sua piccola principessa: ma la cosa che colpisce non è questo pensiero mieloso, quanto la citazione/l'omaggio a Stevie Wonder.
Se Jay ha inserito il dolce lamentarsi della piccola Ivy, deve l'idea a Stevie, che non solo scrisse e cantò Isn't She Lovely per la figlia appena nata, ma ne campionò il pianto all'inizio della canzone.

Certo, "Glory" non è all'altezza di quel capolavoro di "Isn't She Lovely", ma apprezziamo le cose fatte bene.

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