domenica 9 settembre 2012

Azealia Banks: elite rap bitch da autoscontro

Ogni mattina, quando arrivo a lavoro la prima cosa che faccio è accendere il pc, segue il lavarmi le mani e aprire l'internet. Ogni mattina trovo un video nuovo di Azealia Banks e, sempre ogni mattina, perdo un piccolo pezzo della mia autostima.

Vorrei ribellarmi a questo sopruso, a questa dittatura editoriale/fashionista/musicale di Azealia Banks, eppure è totalmente inutile. La notizia del posticipo dell'album (febbraio 2013) non ci ha certo lasciato orfani della sirena dai capelli melanza: video, mixtape e remix è impossibile non rimanere contagiati.
FANTASEA il mixtape che uscì questa estate, oltre a tenermi occupata per un bel po' di ore, mi ha fatto rendere conto di una verità: Azealia è una tipa da autoscontro.
Probabilmente anche lei ammirava i tammari alle giostre, probabilmente anche lei rinpiangeva di non poter essere come loro. Lì, in quel di NY, con un bagaglio culturale come quello black, poteva forse la piccola Azealia diventare una di quelle fake cantanti house? Azealia ha dovuto prima espugnare la torre dell'hip hop, passare dai grandi classici, dalla gavetta: inizia a reppare, vai a scuola e solo poi trova te stessa. Oggi, anzi, ora la musica di Azealia e il suo look non fanno altro che applaudire ad un giusto riconoscimento verso gli anni '90: quelli della discoteca Jumbo, delle Fornarine con la zeppa, della musica dance dai video metallici. Quegli anni che a noi ventenni di oggi sono stati negati, che conosciamo per i racconti di youtube e per quella moda del grunge strascitato, riutilizzato solo in chiave di menefreghismo acuto nei look. Una volta rilasciato il mix Fantasea, Azealia -che ha fatto delle Destiny's Child e di Aaliyah le sue eroine- ha rivelato la sua fascinazione per il mondo della dance anni '90 e in particolare per la musica rave inglese.

Nel video di Van Vogue, canzone utilizzata per la adv F/W 2012 di Alexander Wang, Azealia propone il suo meglio in questo miscuglio di labbroni e beat dance. Chapeau per aver riportato sugli schermi il look di Jim Carrey in «The Mask».

 1991  è l'ultimo video che Azealia ha voluto darci in pasto. Titolo e testo fanno riferimento al suo anno di nascita, rivelando una sana spocchia nel proclamarsi una elite rap bitch, insomma: è tempo per le altre di levarsi dalle scatole (Nicki Minaj you know what I mean)

Ma non sarebbe stato divertente se si fosse limitata a questo, infatti basta guardare il video per capire subito che -come tutti noi della generazione del vuoto- Azealia ricerca i suoi miti, i suoi riferimenti negli anni in cui non sapeva neanche dire il suo nome. Nell'anno della sua nascita, quel 1991, esplodeva la musica dance. Poteva forse esserci modo migliore per spiegare la visione house-rap di Azealia, se non citando visivamente uno dei successi di quell'anno? Questo è Pure Love di Crystal Waters, hit proprio del 1991.

Notate niente?



3 commenti:

  1. Noto che la musica gira in circolo e non si butta via niente: ritmi, motivi, colori, elementi della tappezzeria inclusi. però è così, perchè ci piace una nuova canzone? perchè in qualche modo suscita in noi il ricordo di una bella canzone ascoltata qualche tempo fa, un ritmo che ci piaceva ballare, un refrain di chitarra, un timbro di rullante.
    Sono nuova di qui, arrivo al tuo blog da chissà quale bloglist. Però mi piace, tornerò a prendere spunti musicali :)

    RispondiElimina
  2. grazie a te... ho dato un altra occhiata alle tue stanze. il tuo blog mi piace davvero. Tornerò, notte :)

    RispondiElimina