lunedì 21 maggio 2012

La finta classifica delle 10 canzoni più belle degli anni '90, ispirata alle brutte scelte di NME

Il post che segue è la risposta ad una richiesta da parte della gente che comanda internet, cioè i metallari con le magliette sbiadite, i barbi, Alfonso Signorini e quelli di Bastonate. Dall'alto di una di queste figure mitologiche è arrivato IL COMPITO: partendo da questa classifica delle 100 canzoni più belle degli anni '90 per NME, bisognava scegliere le proprie DIECI canzoni preferite di quel maledetto decennio. Non è stato facile perché io, a differenza loro, non li ho mica vissuti gli anni '90. Per facilitarmi ho scelto le miei dieci proprio dal listone di NME che, possiamo anche dirlo tranquilamente, non è il top del top. Allora mi sono seduta, ci ho lavorato sopra e quello che leggerete è una scelta di una ragazza di 23 anni che quando pensa agli anni '90 non pensa assolutamente ai Nirvana. Anzi...che palle rega.

1) Ready or Not - Fugees
Ready or Not è il pezzo: appena viene nominato senti riaffiorare nella testa i cori di Enya, tutti gli mmm-mmm-mmm che salgono e si fanno largo nel tuo buio. È la tua stessa testa ad essere il sottomarino metallico del video, sei tu che tieni imprigionati i Fugees che non ne possono più di cantare Ready or Not per te! Saprete tutti che è la cover dell'altrettanto fichissima Ready or Not, Here I Come dei The Delfonics (gruppo soul degli anni 60 di Philadelphia, quindi chiaramente amabili e fantastici) e contiene un campionamento di una canzone di Enya chiamata Boadicea. Dai Enya, ve la ricordate la Bjork delle estetiste. Ma poi, signori miei che vogliamo dire di Lauryn Hill che reppa "So while you're imitating Al Capone, I'll be Nina Simone and defecating on your microphone". Superba.

2) No Scrubs - TLC
Finalmente siamo alla resa dei conti, si amici, se siete di quelli che non hanno mai mosso almeno un pezzo di dito ascoltando questo pezzo, be' allora quella è la porta, poi da lì dritti all'inferno. Perché non vi meritate di andare in Paradiso dove, dal 2002, Left Eye Lopes riposa in pace. Nel caso vi vogliate redimere allora non vi rimane altro che leggere questo e imparare come, nel 1999 le TLC inventarono l'internet. Una canzone del 1999 che reppa su schermi digitali, dvd, che si apre con un'immagine di una casella postale della mail quando anche in Sex and the City Carrie ancora non aveva capito come si mandasse una mail. Per non parlare proprio del video, che ha aperto la possibilità di investigare sul futuro tecnologico della nostra attuale vita meglio di qualsiasi altro video pop, meglio dei video dalle tinte elettriche del rap del nuovo millennio (quello dove Puffy indossa tute di colori sgargianti in corridoi che ricordano cabine areospaziali per intenderci). Per chi ancora non lo sapesse A Scrubs is a guy that can't get no love from me, insomma il tipico donnaiolo scansafatiche che chiaramente non può far nulla contro le lucide tutine delle nostre eroine. Potremmo star qui ore a parlare della coreografia di questo video, ma andiamo al dunque: chi sono le pop band femminili senza le TLC? Si, dico anche a voi mie amatissime Destiny's Child. E più attualmente: chi sarebbero Azealia Banks, Nicky Minaj, Mia davanti a Left Eye Lopes? Nessuno.
3) The Boy is Mine- Brandy&Monica
Era il 1998 e una Elena in pre-adolescenza incominciava a scoprire i dolori dell'amore all'elementari. Poche palle: le classifiche di bellezza della classe e l'avvento dei jeans a vita bassa Onyx hanno fatto le loro vititme. Le altre ragazzine non avevano lo spessore culturale che avevo io, era chiaramente impossibile interagire con gente che non era a conoscenza della guerra in Cecenia, sono stati anni di solitudine. Così, mentre io giocavo a calcio con i maschi, questi ultimi, gli stolti, guardavano quelle che giocavano a BUM BUM MAGO LIBERO. Cristosanto, io dribblavo da Dio e tu mi guardi una che gioca a, ripeto, BUM BUM MAGO LIBERO? Potevo buttare la mia frustazione solo a casa ascoltando canzoni come questa, immaginando duetti competitivi contro quelle sciocche ragazzine. Potevo solo sperare di ripetere una frase come "I'm sorry that you seem to bit confused" perché è proprio in questa frase che si racchiude tutta la grandezza di questo brano: la millenaria competizione femminile, il nostro modo di evitare la violenza pungendo con frasi passivo aggressive come questa, insinuando il dubbio nella tua vita come nella tua relazione. Ovviamente a 10 anni quello che mi interessava erano solo i top di Brandy&Monica, le labbra del tipo e le loro espressioni scioccate, ma già al tempo c'era una cosa che mi chiedevo sempre: e vi ci sono voluti 4 minuti di canzone per capire che il tizio era uno stronzo? Not yours, bu mine, certo. È il brano madre di tutto il nuovo pop che fa continuo riferimento all'R&B: Active Child, Grimes, How To Dress Well e altri ancora.
4) Hyperballad - Bjork
Dicevamo prima che Enya è la cantante preferita dalle estetiste, pensano che rilassi sentire la sua voce angelica, le cornamuse gallesi, gli angioletti con le ali brillantinate etc etc. Ma dove ha sbagliato Enya? Perché non ha mia battuto Bjork? Semplicemente non se lo poteva permettere, Enya non è nient'altro che un'impiegata dell'industria musicale, una che è rimasta bloccata in quell'Autogrill sull'Emilia, tra Lucio Battisti e le compilation dance. Hyperballad è una della mie canzoni preferite, ascoltata, macinata, inglobata, mangiata, digerita peggio del bolo del giorno di Natale. I miei 16 anni hanno fatto schifo, stavo per afforntare un periodo molto brutto della mia vita e l'unica cosa che sognavo era lasciarmi cullare dalla freddezza di Bjork. L'unica cosa che potesse aiutarmi a rimanere serena e non sentire le porte che sbattevano era Hyperballad, che mi faceva sognare di essere in tutt'altro posto, di andare in tutt'altra direzione. Appena partiva nel lettore cd era una lama di acciaio in meno nel corpo. Era testa, era sangue, era piedi che si muovevano, era tutto per me. Penso che me la riacolterò come facevo quell'anno, a testa in giù dal letto.

5) You Get What You Give - New Radicals
Avevo 9 anni quando uscì questa canzone e la cosa che mi spaventa è che mi piace ancora. Nel senso: è un bene o un male che una canzone ti piaccia oggi come ti piaceva molti anni fa? Per me i New Radicals erano allo stesso livello dei Backstreet Boys e lì si meritavano di rimanere, nei miei sogni pop pomeridiani dove esistevano solo i sorrisoni e i salti. Ma è chiaro che una canzone del genere potesse piacere ad una bambina di 9 anni: c'è il centro commerciale, ci sono i ragazzini che se ne impossessano mentre gli adulti vengono intrappolati, insomma è la trama perfetta di uno di quei teen movie degli anni '80. Eppure è di più, perchè solo alle medie iniziammo a pensare anche alle parole: è un inno, quel "Wake up kids!" urlato, quella voglia pazza di scuotersi e scuotere, insomma stay foolish stay blabla una cippa, è questo quello che bisogna fare, scuotersi! Ed è ancora così, come ancora si ride quando si canta l'ultima strofa "Fashion shoots with Beck and Hanson/ Courtney Love, and Marilyn Manson / You're all fakes/ Run to your mansions/ Come around, we'll kick your ass in!" Comunque io lui me lo farei tantissimo.

6) Who Am I (What's my name) - Snoop Dogg
Quando uscì questa canzone io avevo 4 anni; ma questo non fu un problema in quanto (proprio come insagnano i video di zio Snoop) se c'è una cosa che non passa mai di moda sono le ragazze giovani. Qualche anno dopo, con qualche nozione di rap in più, l'album Doggystyle si intromise nella mia vita da ragazzina bianca diventando una pietra miliare della mia discografia. Come si può resistere allo faccia da culo di Snoop Dogg mentre petula "What's my motherfuckin' name?" accrescendo così la sua fama? Come se non lo sapesse...e che faccia da schiaffi mentre preoccupato di vivere solo nel boombox della sua bitch le dice "You don't love, you just love my Doggystyle" lasciando aperte svariate opzioni su cosa intendesse. È solo sesso? È solo musica? È solo un personaggio inventato? Una montatura? Chi è davvero Snoop Dogg? Non mi dilungherò sul video: chiaramente geniale, perché è sempre divertente guardare dei cani che giocano a poker.

7) Sabotage - Beastie Boys
Al compianto MCA non interesserà sapere la mia definizione di punk, ma nel caso: è questa canzone. Smettetela di rompermi le palle con le vostre serate troppo punk, le vostre calze rotte e le vostre frasi da Smemo "la vita fa sanguinare" robe così. Mi avete veramente rotto. Siete punk solo voi che vestite in un modo, dite di non giudicare le persone poi arrivano le bellissime persone come me, che magari indosso gonne a pieghe per dire, e allora no sei una cazzo di menosa zya, c'è tu il punk non lo fili proprio c'è cioè. Ah certo, mi fate sentire come Max Collini quando dice Ora capisco, il mio aspetto oradinario gli trasmette ascolti deplorevoli. Non avete capito un cazzo, i Beastie Boys vi avrebbero picchiato con i loro skater se avessero sentire le vostre baggiante. Questo è punk: i Beastie Boys che ridono di voi, indossando le loro camicette da impiegati e i loro baffi finti mentre vi sbattono il loro skeatboard sui denti.

8) 1979 - Smashing Pumpkins
Allora parto subito dicendo che sono molto scocciata che come primo risultato di 1979 Youtube mi dia i Good Charlotte. Quando penso agli Smashing Pumpkins, oltre al faccione tondo di Billy Corgan e alla sua passata relazione con Tila Tequila, vedo anche quello che avrei voluto vivere io negli anni 90'. Io sono dell'89 ed è chiaro che per me gli anni '90 sono una finzione, sono una serie tv di cui ripesco le puntate. Penso a chi farà questa classifica con la consapevolezza di averli vissuti e poi penso a me che, come tutti quelli della mia età, subisco il fascino di un decennio così vicino ma poi lontano. Madonna che banalità che ho scritto. Gli anni '90 per noi sono sempre dietro l'angolo, eravamo noi, eravamo bambini e non ci vogliamo mai ricordare che in realtà sono passati quanti? 15-20 anni da quei pomeriggi del doposcuola dell'elementari. Credo che gli anni '90 siano il mio primo ricordo, sbiadito ma che è lì, li conosco perchè ho le foto, foto dove ci sono io. Questi sono gli Smashing Pumpkins del 1996, e tu Elena che facevi mentre altre orde di ragazzini vivevano nella dolce voce di Billy Corgan e nei video saturati? Probabilmente stavo disegnando una principessa, fatto sta che li ho vi ho ripresi carissimi anni '90, quando? Nel 2008, quando andai a vedere gli Smashing Pumpkins in concerto (dove sono riuscita a prendere la bottiglia di acqua Panna di Billy Corgan, ci tengo a ripeterlo) ma anche lì, nonostante aver pianto per tutte le canzoni, non erano i vostri vampiri, erano la riedizione, è stato come vederli su Youtube. Però Mellon Collie and the Infinite Sadness ce lo teniamo lo stesso e bello stretto.

9) Caught Out There - Kelis
Pezzo del 1999, scritto e prodotto da quei cool kids che sono i Neptunes, Caught Out There è il primo singolone di Kelis. Ve la ricordate Kelis? Sì, certo lo so che è ancora viva, ma non più così dannatamente giusta. La canzone viene dedicata a tutte le donne che sono state tradite da quei bastardi dei loro compagni. Kelis è fuori di se, se potesse lo farebbe fuori, anzi lo lascerebbe in vita ancora un po' per poterlo insultare per bene. Essere tradite non è bello poi, come dice il testo, se lei è pure una cessa...Crisanto ragazzo a cosa stavi pensando? Mi piace la rabbia di questa canzone, mi piace la Kelis fluo e fuori di testa, con la sua schiettezza e la sua arroganza. Il mio pezzo preferito è quando gli dice che lei, o brutto stupido, a differenza della sua troietta si veste in un modo perché "How I dress is a reflection of me". E questa cosa si notava su Kelis, era reale. Peccato che adesso è passata dalla parte oscura del di tendenza. Quanto siamo fiere ascoltatrici di questo pezzo? E quanto ne va fiera Kelis che in Bossy ci ricorda che "I'm the first girl to scream in a track" Ma tu capisci?
10) Bitter Sweet Symphony - The Verve
Nel 1997 non avevo ancora conosciuto l'attrazione fisica. Poi arrivò Richard Ashcroft, si mise a camminare per Hoxton Street e da allora nulla fu più uguale. Come si permetteva Richard di camminare con quell'aria scocciata, quel muso lungo e quella fiera magrezza così, davanti a me, davanti a noi. Quanto cozzano questi archi con la sua faccia da bastardo? Chi sei tu per dirmi queste cose, ma soprattutto chi sono io per sentirti lamentare della tua vita? Eppure non si riesce a distogliere lo sguardo, a cambiare canale o a mandare avanti la canzone. C'è qualcosa che ci tiene incollati e lui lo sa, un video del genere oggi non avrebbe mai lo stesso successo, perché oggi c'è più distrazione che canzoni del genere.

Il mio lavoro è finito, un saluto a voi, uno a Francesco e uno a quel tizio che ha commentato la classifica su NME.com dicendo "Ok, sapevo che non siete Pitchfork però che merda"
Sei grande.

sabato 19 maggio 2012

Twin Shadow, uno che impenna la moto sui vostri cuori

Che cuoricino che sei Twin Shadow, il poster per il tuo prossimo tour è veramente romantico.
C'è solo una cosa che i tuoi grafici (chiaramente maschi) hanno cannato alla grande: le zeppe da 3 cm della tipa.
Ma, apparte questa stupida imprecisione, non vedo l'ora che esca il tuo nuovo album «Confess» questo Luglio; non vedo l'ora di consumarlo a lacrime e sudore.
Per ora non rimane che scaricare il primo estratto 5 Seconds, ballarlo, pregare perché passi al più presto da queste parti e gioire perché abbiamo un nuovo album proprio per questa estate!
I dischi che escono in estate sono come Mad Men che riprende mentre tutte le altre serie tv chiudono la stagione.
Quando lo vidi in concerto quel Maggio dell'anno scorso, rimasi colpita per ben due motivi:
1) Con la storia del synth e della New Wave ci ha fregato tutti: a lui in verità piace la chitarra.Mentre tutti ci aspettavamo le tastiere alla Gaga lui faceva guitar hero.
2) È un discreto BONONE. Sarà la storia del ciuffo, dei coretti, della voce o dei testi tremendamente pieni di storie romantiche che finiscono in una pozzanghera...
Non lo so, pero davvero non vi sembra il più fico di tutti?
Riesce davvero ad acconciarsi i capelli in moltissimi modi diversi, e sempre rimanendo manzo.
Ma come fa? E cosa è stato geniale sfruttare questo sua grande dono per il poster dello scorso tour del pluripremiato/fichissimo/miglior disco degli ultimi anni/ zuccheroso/ che video vintage che manco l'ufficio stampa di Lana Del Rey/ascoltatissimo «Forget»?
Ora: non ho ancora capito per quale squadra tifi caro George Lewis Jr, in che porta tiri insomma....ma io, se vuoi, ti aspetto in panchina.

mercoledì 9 maggio 2012

«Good Luck» e i respironi che mi faccio con i Giardini di Mirò


Molte volte mi trovo a pensare che i cantanti rovinano i gruppi, nel senso che se ne potrebbe fare a meno. Dei molti gruppi che ascolti dal vivo, succede poi che ti guardi intorno e dici "Chi è questo che parla così in maniera irritante?" allora la prima cosa che fai è cercare tra il pubblico, mi sembra ovvio.
Saranno quei due quarantenni con la giacca di jeans? Sarà solo quello che sta mimando la batteria (personaggi la cui sopravvivenza ai concerti è fondamentale, è la vostra certezza su cui aggrapparvi) Saranno quelle due sedicenni lì? Dopo 20 minuti di concerto persi a cercare questa persona ti accorgi di una cosa: Ah, è il cantante.
Dai, succede a tanti gruppi "Fate bella musica...ma lui non si può zittire?"
Invece è una cosa che non succede ai Giardini di Mirò, per due semplici motivi:

A) I Giardini di Mirò sono un gruppo principalmente strumentale, anche se proprio nell'ultimo album «Good Luck» su 8 pezzi 7 sono cantati, ma va be'. La cosa meravigliosa è ascoltare la loro musica e calarsi completamente in un'atmosfera dove, sì, ci sono anche loro (eh cosa ci vuoi fare) ma più che altro ci sei solo tu. E già solo un pensiero del genere ti fa respirare. È musica di respiro, di quei lunghi respironi che si fanno davvero in Emilia Romagna, dove è stato registrato l'album precisamente a San Prospero di Correggio.
Io sono anni che non torno nel paese di mio padre, Toano in provincia di Reggio Emilia, è un mio rifiuto che ancora non mi so spiegare, so solo che non ci riesco a tornare eppure ho tanti ricordi legati a quel posto: alle terre di papà, al rudere della casa dei nonni che papà sta ricostruendo, Polcione, ai filmini con nonni e cugini. Mi ricordo le corse nei campi, le capriole alla Madonnina, le giornate al sole a raccogliere patate (lamentandosi), l'uccisione dei maiale, lo strutto dei ciccioli che ti schizza in faccia e il nascondersi tra il fieno.
Visto? Doveva essere una veloce digressione sull'Emilia Romagna invece è diventato tutt'altro ed è questo tutt'altro che ho provato al loro concerto lo scorso giovedì al Magnolia. Per dirla alla Aldo, Giovanni e Giacomo nella celebre scena "del leone e la gazzella" dico che il punto non è che tu sia metà emiliana o no, il punto è che banalmente lo scatolone dei ricordi ha una chiave che funziona a rumore e quel rumore è «Good Luck» ed è impossibile per me non vivere questo album come quella chiave.
In questo nuovo album rivedo e sento quei lunghi respiri, è una cavalcata piuttosto frenetica verso il ricordo più nascosto, dall'ampiezza delle impalcature sonore fino alla batteria che ti risveglia, o ti schiaffeggia...la cosa è ancora da capire.
Tutto ad un tratto ti ritrovi alle seconda birra, lontana dal palco, chiusa tra sconosciuti di altezza spropositata che poi, improvvisamente scompaiono! la colpa è di quel meccanismo che, vi giuro, non è l'ubriachezza molesta ma un'altra roba che prenderà il nome di Sindrome GDM. Una sindrome per cui quei personaggi altissimi subiscono una metamorfosi in terre spianate, in finisterini della macchina che svoltano su per la curva più pericolosa del mondo detta anche La Svolta: una tortuosissima curva in salita che ti tocca superare se vuoi arrivare a Toano.
La Svolta era il mio più grande incubo fino ai 15 anni: una marcia zigo zago, una corsa contro il vomito, specialmente se ti sei fermata a mangiare lo gnocco per strada. La Svolta rappresentava tutte le sofferenze che una persona deve affrontare nella vita per arrivare alla meta, in questo caso la casa dai nonni. Ancora una manciata di chilometri e sarò a casa, vedrò l'insegna del Rockerville e capirò che è finita, poserò le valigie, non correrò più così veloce per almeno altri tre giorni. 
«Good Luck» è quella stramaledetta curva, una corsa dietro a quei ricordi, quei respiri, il battito accellerato ed infine la gioia di riconoscersi in quelle strade, la porta della Toyota che viene aperta e papà che ti dice che puoi scendere.
E alla fine dell'album come di quella dannosa curva c'è una sola cosa che ti viene da dire: anche stavolta non hai pianto, anche sta volta hai resistito, scendi e sorridi.

B) In verità non ricordo il secondo motivo, comunque i Giardini di Mirò potrebbero cantare robe come gelato-gelato-gelato o banana-banana-banana e andrebbe benissimo.

Quindi sì: massacriamo i cantanti degli altri gruppi, ma lasciamo cantare gelato-gelato-gelato ai Giardini di Mirò.

"Ride" è in assoluto il mio pezzo preferito di questo album mentre su Rolling Stone trovate un unplagged di "Time on Time" bellerrimo.

domenica 6 maggio 2012

Infetta e la supremazia del pop per Stefanel Choices Parte II

Continua la mia collaborazione con Stefanel Choices! Vi ricordate, ne ho parlato QUI
Dopo settimane passate a chiaccherare sulla pagina di Facebook di Stefanel, ecco il secondo post!
Questa volta su Stefanel Choices parliamo di dettagli: nella musica come nella moda sono loro a fare la differenza, è una cosa che si capisce quando si ascolta una canzone dove tutto si unisce alla perfezione oppure quando si compra un abito, una borsa, capaci di ravvivare più look.

Dato che sono un'estimatrice dei dettagli musicali (quando i miei amici parlano di musica mi diverte sentirli riflettere su cose come "alla fine abbiamo tolto i fiati in quella traccia" o "no, devo rifare tutto ho cambiato chitarra" o "dov'è finito il SIBEMOLLE in questo live?") non poteva mancare il post sui dettagli della collezione S/S di Stefanel.
Eccolo qui allora: 4 stili accompagnati da mood musicali diversi:

Uno dedicato alla musica del glaciale nord Europa
Uno alle regine dell' Hip-hop più stilose di sempre
Il terzo dedicato allo stile glam 80's fatto di accessori metallici e cinturoni

Infine quello dedicato alle delicate anime del indie-folk

Che dite? Ve convince? Voi chi avreste scelto?
Il post lo trovate QUI mentre se volete commentarlo sulla pagina di Facebook di Stefanel allora andate QUI