lunedì 22 ottobre 2012

«Reincarnated»: Snoop Lion, il reggae e una nuova scusa per fumare erba.

Nel mondo dell'hip-hop cambiare nome è un po' come tagliarsi capelli: è un segno di rinascita. Non è solo una questione di puntini in più o in meno, rappresenta sempre un cambiamento d'immagine, di produttori e di anima. Prima di tutto, i rapper non usano mai i loro nomi: poco virili e accattivanti, ce li vedete a fare brutto dei tizi con dei nomi come Curtis, Marcus, Lonnie e Sean? No. I nomi scelti dai rapper devono creare, nell'immediato momento della loro pronuncia, un forte immaginario intorno al personaggio: la lingua e la parola nell'hip hop sono tutto. Memorabile LL Cool J, che sta per Ladies Loves Cool James. E insomma, dagli torto.
Il nome di un rapper è il suo un brand, la sua fortuna o la sua disfatta già dai primi gradini della scalata al successo. Come ogni brand che si rispetti, deve avere la capacità di evocare scenari, linee melodiche ma soprattutto il carattere del personaggio. Prendiamo Sean Combs: cresciuto in un'agiata famiglia afroamericana, fonda la Bad Boy Entertaiment nel 1993 e inizia a farsi chiamare Puff Daddy. Puff arrivava dai ricordi del liceo (ovvero puffy= cicciotto) Avevo letto che deriva anche da huff e puff ma ce ne freghiamo alla grande e crediamo alla versione del ragazzo nero ciccione. Puff aggiunge il Daddy perché da subito l'aria di uno che ne sa a pacchi, con quel tocco da magnaccia in più. Tutto bene, bella vita, figli e belle donne fino alla sparatoria del 2001, in cui rimase coinvolto con la fidanzata dell'epoca J.Lo ( e, notare, non più Jennifer Lopez). Siccome Puff voleva distaccarsi dall'accaduto e da quell'atmosfera negativa, decise di iniziare una nuova vita con il nome di P.Diddy: il serio imprenditore musicale. Poi ci sono stati Diddy, Niddy e infine l'ultimo: Diddy-Dirty Money: un nome con cui tenta di riapprocciarsi ad uno stile gangsta quando -lo sappiamo tutti-  invece lancia profumi e lavora sulle amabili decorazioni interne di casa sua.
Anche Snoop Doggy Dogg, si sbarazza del Doggy nel 1996, dopo essersi sbarazzato della Death Row. Un cambio di stile e di etichetta -certo- ma è probabile che quel Doggy sia rimasto all'etichetta per evitare estenunanti azioni legali. Quest'anno Snoop Dogg, rapper, produttore, attore, volto dell'Adidas e protagonista di un reality show, ha deciso di cambiare vita e nome un'altra volta. Addio intramontabile Snoop Dogg e benvenuto Snoop Lion, amico dei rastafariani e amante del raggae. Snoop è rastafariano, fa reggae e si fuma le canne. Per chi, come me, lo segue su instagram (@snoopdogg), non noterà niente di diverso: in tutte le foto fuma erba, solo che da un po' lo fa indossando un cappello con i colori della Jamaica. Nel documentario che segue passo dopo passo la sua reincarnazione in Bob Marley, Snoop racconta che la sua è una conversione seria, non è solo un album reggae registrato a Kingston che si chiama -appunto- «Reincarnated» Pubblicità o vera reinvenzione, non ci interessa.

Per l'album in questione, Snoop Lion si è fatto seguire da Diplo che, oltre a essere un discreto bono (ennesima scoperta di instagram) è pure uno che ci ha delle belle manine. Ma la cosa per cui sono più contenta di questo cambiamento è che quindi, come ogni artista reggae che si rispetti, Snoop abbasserà il suo stile di vita e procederà al tipico tour dell'artista reggae:
L'estate in Salento
Immancabile tappa per ogni artista reggae, non fai reggae se non ti sei esibito in Salento. E poco importa che tu sia il rasta con i bonghi della cumpa o il figlio n° 8 di Bob Marley, otterrai lo stesso rispetto perché, in Salento la parità è tutto baby.
L'ospitata a Catanzaro del 15 agosto
Ogni anno Sean Paul arriva con il suo jet privato a Catanzaro, si mangia un panino con il sausizzo, si fuma un paio di bombe del post e si esibisce per la festa della "Madonna sul mara" cit. Ora tocca a te Lion.
Il concerto al Leoncavallo per la festa del raccolto
Ormai quest'anno è andata, ma Snoop: ti aspettiamo per la prossima volta e vogliamo spendere massimo 5 euro.
Il Primo Maggio in piazza a Roma
Essendo un'artista reggae, si esibirà nel pomeriggio: dopo i tamburellisti di Napoli e prima di  Peppe Voltarelli.
I sabati reggae del Circolo Arci Magnolia.
Vito War, sappiamo che puoi farlo. Portacelo, fallo suonare nei tendoni del circolo Magnolia, Amen.

Morale della favola: ogni cambiamento di nome porta con se doveri e grandi responsabilità. Ora, so che non potrai mai più ridarmi una roba bella come «Sexual Eruption» e mi rattrista molto saperti senza diamanti sui denti e boccoli degni di Barbie.
Ma io credo in te Snoop Lion, io so che sei forte: «Reincarnated» sarà un ottimo disco reggae! Oppure, mal che vada, non sarà mai peggio di «California Girls» con Katy Perry, mai.

martedì 9 ottobre 2012

La borsa hula hop di Chanel: ed è subito Sofficini

Oh che bello, mi mancava fare un bel post fashion!
Le avete viste le sfilate? Assì? Che brave.
No, oggi non apriremo i nostri cuori per parlare della collezione di Prada, di quanto non ci sia piaciuta e di quanto le nostre facce siano diventate più grigie della location in via Fogazzaro.
Oggi parleremo del soff... ehm volevo dire della borsa must have della prossima stagione estiva: la borsa hula hop di Chanel.

Ahaha, che mascalzone il vecchio Karl, che portento della moda.
Chiaramente, la borsa in questione diventerà oggetto scenico solo per editoriali fancy delle più fancy riviste. Amiche fashioniste, non penso proprio che vi vedrò con questa borsa in metro, bisogna fare delle scelte: o fate scendere la gente o vi mettete la borsa, e in metro nessuno è più il semplice impiegato che è in superficie. Siamo esseri assetati di posto: ti devi levare tu, la tua borsa e la tua bici pieghevole.
Ma torniamo a noi.
Karl ha spiegato che si tratta di una borsa da mare, Kakà ha parlato di un mega ringo, a chi credere?
Nonostante il tempo di crisi, io sono fiduciosa, io ci voglio credere. Io sento che c'è qualcosa di unico e utile in questa borsa, me lo sento. Perchè, se una borsa di Chanel dura una vita, sarà meglio che abbia molte funzioni:

1)Sei una delle Olsen? Ti ci puoi nascondere dentro quando la psicologa ti cerca con insistenza.
2)Ti piace il campeggio ma non rinunceresti mai all'eleganza? Sventrala e facci una tenda.
3)Non dimentichiamoci che è anche un hula hop, addio pantaloncini di Monika Star! Vuoi mettere fare esercizio con l'hula hop Chanel?
4)Paura di essere scippate da un momento all'altro? Avete presente il trailer di Crocodile Dundee (precisamente al minuti 1.34) dove ferma il ladro con una lattina di pelati? A'voja con il lancio dell'hula hop! E potrete usarlo anche come comodo cerchio rotante alla Xena!
5)Perché limitarsi all'usarla al mare quando può diventare una mongolfiera? Un'altalena portatile, una abatjour e -perché no- delle ali?
6)Hey Bryan Boy, abbiamo un nuovo cappio per te!
7)Hey King Kong, ecco la tua fede, finalmente possiamo sposarci... e in Chanel!
8) Perchè ho un brivido che mi percorre la schiena mentre penso a Lindsay Lohan che richiede una edizione mignon da usare come bracciale per la caviglia anti-sbronza?
9)Quanto passerà prima che Anna Dello Russo (e lo sto dicendo con enorme rispetto) la indossi come cappello?

10) Bianca e nera, la borsa hula hop non è solo perfetta per la spiaggia. Dimenticatevi la settimana bianca da barbona! Addio "Sto in baita a bere la Ciobar" perché fate pena con gli scii. In guardia Cortina, ho un nuovo slittino e non ho paura ad usarlo.

Insomma, una borsa multi uso per multi personalità! In fondo, non credo che la vostra Balenciaga con le borchie possa far meglio... e se un giorno Gulliver tornasse, io preferirei essere preparata.

Forse Karl si è lasciato ispirare dal famoso Carl italiano...
Carletto, il Dio dei sofficini... mi mancate un sacco ragazzi.