lunedì 11 febbraio 2013

Fashion movie are the new Scary movie

La cosa che trovo davvero noiosa del mondo moda è che tutti sono troppo impegnati a tener riservatissima qualsiasi tipo di informazioni. Impegnati al 100% a mostrarsi robotici, come se le persone credessero in una fantomatica divinità che crea e lavora sul brand.
...Nelle terre desolate del mondo di Fashionland una sola grande divinità forgiò i sette anelli che diede a sette grandi divinità con una grande passione: il cucito!
Invece un brand è costruito da persone e più si svela il carattere, la forza del team e la personalità del designer, più si ottiene successo. Stessa cosa per i fashion film: video di pochi minuti dove si cerca di cattura l'essenza della griffe. Esempio, l'adv video serve a vendere, il fashion film a catapultarti all'interno del mood del brand. Solitamente i fashion movie sono cortometraggi molto poetici, ma dopo il centesimo video con ragazza bionda che raccoglie margherite dal prato, le annusa e gioca con i lembi del suo abito di pizzo... Insomma ci si rompe le palle. Grazie a dio, c'è ancora qualcuno che si diverte nel far moda e comunicazione di moda, come Alber Elbaz, direttore creativo di Lanvin. Per la nuova campagna S/S 2013, Alber compare sulle immagini dei modelli con una chiamata di Skype, si scusa di non poter esser lì sul set e segue gli scatti della campagna dalla webcam. Cosa c'è di più moderno e reale di una call su Skype? (Quante call in ufficio fatte con Skype, meglio senza video dato che si finisce in gestacci che cozzano con la voce gentile e acuta) Divertente, leggero, contemporaneo e credibile. A proposito di credibilità, come si fa a non credere allo stesso stilista del brand che dice divino! ai propri abiti?


Se poi il brand è tutto tuo, allora puoi andare anche oltre. Alexander Wang in poche stagioni è diventato il simbolo della moda made in U.S.A, della nuova schiera di rapper fashionisti e dei giovani talenti che esplodono. Acclamatissimo, promosso a direttore creativo per Balenciaga e considerato uno dei personaggi più influenti nel mondo della moda, Wang mantiene comunque quella leggerezza che gli permette di avere come testimonial Azealia Banks e i Die Antwoord e di pubblicare video come questo: Che cosa avviene nello store di N.Y city di Alexander Wang? Ad aiutare le celebrità nella scelta del capo giusto c'è Bon Qui Qui, personaggio creato dalla comica americana Anjelah Johnson, una grezza ragazza del ghetto svogliata e poco portata al lavoro da umile commessa. Capelli chiassosi, manicure super pacchiana, Bon Qui Qui non solo non ha voglia di farsi le scale per prendere il numero di scarpe giusto per la top model Alessandra Ambrosio, ma appena vede A$AP ROCKY... gli da un suo demo! (A$AP ti amo) Una parte della comunità afro-americana e dei latinos ha trovato il personaggio stereotipato e razzista, ma vorrei ricordare a tutti che noi abbiamo la Ferilli che urla "beato chi se'o fa il sofà"

Infine lo spassoso video per la linea Viva Vena, protagonista l'attrice Lizzy Caplan (che è tipo la nuova Chloe Sevegny? è davvero stressante stare dietro al mondo delle icone alternative). Il video è la parodia dei soliti fashion movie dai colori desaturati e dalle immagini poeticamente retrò. Lizzy interpreta la tipica hipster amante delle band anni Sessanta "Sono più autentiche" e dei film francesi "Quando sono sola, fingo di essere all'interno di un film... quel tipo di film che non capisco" Geniale. 

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