giovedì 24 aprile 2014

I just talked to Jesus, he said "What up Sheezus"

Lily Allen continua la promozione del suo atteso disco, droppando (uccidetemi) il video di "Sheezus", singolo da cui trae titolo l'album stesso, un omaggio più che un riferimento al mai troppo venerato "Yeezus" di Kanye West per cui Lily Allen pensa solo cose bellissime.

Dopo quattro singoli ("Hard out Here", "Air Balloons", "L8 CMMR", "Our time") e a suon di dimenticati le palle, fatti crescere le tette, siamo arrivati a questo quinto singolo che contiene tutte le peculiarità del poppettino speziato di Lily: beat moonbathon, loop vocali e quella voce così leggera, così democratica, tanto da farti pensare di poterti dedicare al canto. NO.

Lo ammetto, continuo a preferire "Hard out Here", perché puoi anche odiare un testo pretenzioso che dice "Non ho bisogno di muovere il culo perché ho un cervello", ma come mi disse una super donna durante uno scambio d'opinioni sulle vicende del tormentone "Blurred Lines" -Sarò anche femminista, ma ballo su quel cazzo che mi pare- grande verità. Sarà quell'intro tutto un salire, la tastiera che ricorda "Can't Touch This" di MC Hammer e poi -claro- quel rallenting che esplode tutto nel bridge del ritornello... Ma c'è un perché se Lily fa di "Sheezus" il suo manifesto: competizione. Competizione femminile, sempre più specifica: questa volta non c'è la ballerina di colore a mettere in soggezione lei/noi, qui le altre sono le colleghe, Rihanna, Katy Perry, Beyoncé Lorde e Lady Gaga, tutte nominate in quello che più che un testo sembra una ricerca su Google:

RiRi isn't scared of Katy Perry's roaring
Queen B's going back to the drawing
Lorde smells blood, yeah, she's about to slay you
Kid ain't one to fuck with when she's only on her debut
We're all watching Gaga, L-O-L-O, ah-ha
Dying for the art so, really, she's a martyr

Rihanna non ha paura di Katy Perry, Beyoncé è tornata a fare quello che sa far meglio, Lorde è pazza ma è già un'icona e Lady Gaga vende (non più) morendo per la sua arte. Per tutto il pezzo Lily sfrutta la metafora della boxe per scherzare sul fatto che è pronta a tornare, che desidera diventare una diva, anzi la diva per eccellenza, più dea che donna, quindi Sheezus. Creando un parallelismo tra Kanye West e Lily Allen (perché è questo che Lily vorrebbe, essere paragonata a un uomo e non solo alle colleghe femmine, ma in questo caso dovrebbe fare un passo indietro per una questione di genere musicale. Scusaci Lily, we love catalogare), sono sicura che tutti e due si siano ritrovati a chiedere dei dannati croissant in qualche altezzoso ristorante, ma oltre a questo nulla di più. Ma alla critica Lily tiene a dire che è tutto il contrario di quello che canta, che nomina le colleghe non per scatenare un dissing ma per spiegare quanto è dura essere continuamente affiancate alle altre e come il paragone spinga le donne a farsi sgambetto a vicenda. Fare nomi così grossi ti rende protagonista di un moto di pubblicità, commenti e altrettanti paragoni, ma Lily era solo sarcastica eh! Ora, è vero che il sarcasmo uccide tutte le cose belle? Una canzone potrà mai essere solo una canzone come quando a 12 anni non capivamo le lyrics o la militanza è d'obbligo? Immagino che tutti abbiate sentito quella canzone che fa millnovesientosessantasett in spagnolo, ecco. La passano ovunque e io la trovo di una bruttezza devastante, sarà perché qualsiasi roba cantata in spagnolo per me è vicina alla "Gasolina", benvenute menti forgiate dall'imperialismo ammericano! La cantante è Ana Tijoux, una rapper/cantautrice vissuta in Francia ma d'orgine cilena, il brano è stato pubblicato nel 2010 ma è diventato famoso solo quest'anno dopo esser stato inserito nella colonna sonora di Fifa 11 e Breaking Bad (le due cose sono collegate?). 1977 è l'anno di nascita di Ana Tijoux, ma fa anche riferimento alla difficile situazione del Cile in piena dittatura Pinochet. Ana Tijoux è una cantante impegnata, ma il suo essere militante fa di "1977" una bella canzone? No. Lily è una che fa subito simpatia perché fondamentalmente è un'insicura storica, con un passato da ragazzina difficile e un disordine alimentare di cui ha più volte parlato tra interviste e testi di canzoni.
E chi è insicura la riconosce un'insicura, quella che mangia ironia e bacon la mattina, poi però a porte chiuse riguarda le foto di quando magra posava per Chanel. E in questo Sheezus sembra non far altro che confondermi. Mi piace una donna che non vuole essere giudicata per il numero di amanti che ha avuto, ma non mi piace quella che chiama troie le altre (si bitch, lo slang, non è offensivo, tra ragazze possiamo farlo etc etc… andate da un altra parte a fare 'sto discorso). Mi piace la Lily che dedica una canzone al marito ("L8 CMMR" pop zuccherosissimo super godibile)  cantando "quest'uomo non va da nessuna parte finché questa cicciona continuerà a cantare", ma non mi piace che una donna mi dica cosa devo fare per essere presa sul serio a lavoro. Così come non mi piace che Belen dica a delle adolescenti che sono single perché troppo esuberanti intellettualmente, ma detesto ancora di più che qualcuno mi venga a dire cosa posso o non posso guardare in televisione. Per quanto riguarda la parte del testo dove dice parla del mestruo, be' sì tutte lo abbiamo. Poi, posso anche fregarmene del testo, godermi una bella canzone e un bruttissimo video, PERCHÈ DICIAMOCELO "Sheezus" ha un bruttissimo video, spiccicato a quello di M.I.A per "Yala".
Il bubblegum pop di Lily Allen è divertente, adoro la sua frangia blu, ma la trovo un po' paracula, figlia di scuole private ma con l'accento da coatta amica del popolo. Comunque alzo il volume perché -ripeto- ballo quel cazzo che mi pare. (Ciao Robin Thicke)

Nessun commento:

Posta un commento